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| O "Straniero in Terra Straniera" di Robert A. Heinlein del 1961.
E' il libro che segna il passaggio di Heinlein ad una fase più matura e radicale per quando riguarda le sue idee di società, individualismo, religione, liberismo e libertà sessuale. Secondo alcuni è il più famoso romanzo di fantascienza che sia mai stato scritto, sicuramente è uno dei più noti ai non appassionati, specialmente visto l'impatto sulla cultura degli hippies americani di fine anni '60-'70.
Il libro racconta la storia di Valentine Smith, un essere umano allevato dai Marziani su Marte e il suo ritorno sulla terra alla fine dell'adolescenza. La prima parte del libro è incentrata sull'incontro di Smith con la cultura terrestre e con vari tentativ da parte del governo americano di controllare e manipolare Smith per avere vantaggi politici ed economici (secondo la legislazione in vigore nel romanzo, Smith è di fatto propietario di Marte). La seconda parte è incentrata sul movimento spirituale fondato da Smith e di come questo inizi a cambiare la società umana.
Personalmente, non trovo lo stile di Heinlein molto avvincente. Il romanzo è solo un pretesto per presentare l'ideologia di Heinlein, e molte parti sembrano un trattato sociologico/filosofico piuttosto che parti integranti del racconto, ma proprio per questo secondo me rientra nella fantascienza dura e pura, di critica sociale, quella di "1984", "Brave New World" e "Fahrenheit 451". |
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